𝑳𝑬 𝑷𝑬𝑹𝑳𝑬 𝑫𝑬𝑳 𝑩𝑹𝑬𝑺𝑺𝑶
Povero nostro amato calcio! Da anni stanno cercando in tutti i modi di rovinare ciò che era così semplice e bello (e proprio per questo adorato da miliardi di persone in tutto il mondo) con regole assurde, calciatori mercenari, procuratori senza scrupoli, leggi sempre più repressive per i tifosi, biglietti che costano un rene etc.
Ma la cosa probabilmente più fastidiosa ĆØ la guerra ad un sedicente razzismo, che guarda caso però va sempre nell’unica direzione, quella del senso di colpa dell’uomo bianco, a loro dire privilegiato.
Come se non fosse bastato inginocchiarsi a favore del Black Lives Matters (a proposito, anche se pare incredibile, in Premier League lo fanno ancora prima di determinate partite), adesso la FIFA (vale a dire l’organo che gestisce il calcio a livello planetario) ha stabilito questa nuova fantasmagorica regola, valida durante tutte le manifestazioni sotto la sua egida: un calciatore che durante una partita senta di avere subito del razzismo può incrociare la braccia formando una X! No, non quella del Generale Vannacci ad indicare la X Mas o quella simbolo del movimento Straight Edge, tranquilli. Razzismo subito da chi? Da un avversario, da un tifoso, da una voce nella propria testa? E poi razzismo su cosa? Sul colore della pelle, sulle inclinazioni sessuali, religiose, sul fisico, sulla mamma, la sorella o la fidanzata? Francamente non ĆØ dato saperlo e forse ĆØ pure meglio cosƬ.
Come al solito, se non fosse l’ennesimo segno che non esista un domani, la butteremmo decisamente sul ridere.

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