martedì 24 marzo 2026

Ultras Treviso1989, 1999/00

 


24 MARZO 1985 : A ENRICO e DIEGO


 “E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica”

(Friedrich Nietzsche)

A ENRICO e DIEGO
Perchè avevano un Sogno.
Perchè spesso vengon dimenticati...
ONORE A VOI

24 MARZO 1999: MATTARELLA, D'ALEMA....E L'URANIO IMPOVERITO


 "in un'intervista nel corso del programma americano di attualità 60 minutes, era stato chiesto a Madeleine Albright, all'epoca ambasciatore americano alle Nazioni Unite [e successivamente, durante il secondo mandato di Bill Clinton alla Casa Bianca, segretario di stato]: "Sappiamo che sono morti mezzo milione di bambini… valeva la pena pagare questo prezzo?". E la Albright: "Credo che sia una scelta molto dura, ma il prezzo… riteniamo che valesse la pena pagarlo.”

Oggi 24 marzo sono esattamente 27 anni che iniziavano i bombardamenti a tappeto della Nato contro Belgrado. 
Chi era il segretario di stato dell'epoca? 
"Chi sedeva sulla poltrona del ministro della difesa in Italia all'epoca?"


Il ritorno della guerra in Europa.

Belgrado 24 marzo 1999, cominciano i 78 giorni di bombardamenti nato sulla capitale serba. All'epoca a capo della presidenza del consiglio in Italia c'era l'ex del partito comunista Massimo D'Alema, mentre al ministero della difesa sedeva lo stesso Mattarella che oggi siede alla presidenza della repubblica.
dalla rete
"Per non dimenticare il 24 marzo 1999.
Ora 24 marzo 2026: ventiseiesimo anniversario dall'inizio dei bombardamenti e della selvaggia aggressione della NATO contro la Repubblica Federale di Jugoslavia.
La NATO scatenò quella selvaggia aggressione - alla quale l'Italia prese parte attiva inviando i propri cacciabombardieri - causando la morte di oltre 500 civili uccisi "sul colpo" oltre alle migliaia di morti che si sono aggiunti nel corso dei 78 giorni di bombardamenti e nei giorni, mesi, anni successivi, considerando le vittime militari, e tutti i civili uccisi, rapiti, destinati al traffico degli organi in Kosovo e Metohija dai terroristi dell'UCK sotto gli occhi "distratti" delle forze multinazionali di KFOR; considerando altresì i morti che continuano ad aggiungersi alla lista anche oggi dal momento che la guerra scatenata dalla NATO con proiettili all'uranio impoverito è stata anche una guerra chimica e batteriologica - basti pensare alla distruzione dei serbatoi di cloruro di vinile monomero (VCM) del petrolchimico di Pancevo - provocando uno altissimo incremento delle patologie tumorali nella popolazione civile.
Per non dimenticare."
 dalla rete

LA MIGLIORE GIOVENTÙ NON SCORDA : 24 marzo 1999, attacco NATO contro la Serbia

"Giusto per ricordare !!

24 marzo 1999, la NATO attacca la Serbia senza alcun mandato ONU. Alle 20.25 iniziano i bombardamenti su Belgrado, una delle più grandi e popolose città del Balcani, per poi estendersi a tutte le città serbe.

Un’aggressione militare in piena regola motivata dal presunto rifiuto di Milosevic di riconoscere autonomia al Kosovo, nonostante la proposta serba ai negoziati (90% dei poteri statali devoluti ad un’autonoma autorità kosovara e l’accettazione alla presenza dei militari internazionali sul campo) non venne nemmeno presa in considerazione. Un assalto attuato con evidente sproporzione di forza e in palese violazione della Carta Onu che vieta interventi militari senza mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un attacco proditorio e violento contro un’intera popolazione inerme che manda definitivamente al macero gli accordi di Helsinki, caposaldo internazionale dell’ordine mondiale postbellico che sancisce l’intangibilità dei confini degli stati nazionali.

Raid aerei quotidiani e bombardamenti a tappeto a difesa dei separatisti dell’UCK, organizzazione che la stessa risoluzione num. 1160 (3 marzo 1998) del Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva chiaramente definito “terroristica”. Perché, nonostante la propaganda dei media occidentali presentasse ogni singola azione bellica serba come “pulizia etnica”, la verità è che le atrocità furono commesse da entrambe le parti. Così come sostenuto (a denti stretti e a posteriori) da molti (e autorevoli) giornalisti, che arriveranno ad ammettere che gran parte delle vendette e dei massacri si verificarono dopo l’inizio dei bombardamenti NATO e non prima. Facendo definitivamente crollare il castello di bugie che aveva giustificato l’intervento dell’Alleanza atlantica. Menzogne spudorate e a senso unico a cui molti continuano a credere tutt’oggi.  

I bombardamenti dureranno 78 lunghissimi giorni, scaricando su città piene di donne e bambini 14mila bombe e 2.700 tonnellate di esplosivo. Di cui almeno 15 tonnellate contenenti uranio impoverito, sostanza che provocherà un disastro ambientale senza precedenti recenti e moltiplicherà esponenzialmente l’insorgenza di tumori e leucemie, soprattutto fra i bambini. Sbriciolando intere città e lasciando in macerie una delle più belle capitali europee. 
Le vittime civili saranno almeno tremila (fra cui un centinaio di bambini) i profughi serbi, invece, decine di migliaia. Ma in verità un vero conteggio non verrà mai realmente effettuato. 

Per quelle persone non ci sarà nessuna indignazione internazionale. Nessuna piazza addobbata con bandiere serbe, nessun palazzo istituzionale, monumento o metropolitana colorato di bianco-rosso-blu. Nessuna solidarietà e accoglienza. Niente di niente. E sapete perché? 
Perché la televisione aveva detto che quella era una guerra “giusta”.  Ed era giusta perché gli aggressori eravamo noi. Italia compresa, a capo del governo c'era D'Alema, storico esponente del partito comunista poi evolutosi in una serie di altri partiti, e sulla poltrona del ministro della difesa sedeva Mattarella, attuale presidente della repubblica."

Il Kosovo diverrà l'unico stato islamico, costruito artificialmente su territorio da sempre serbo, in Europa, uno stato dove ci sono stati crimini di guerra, traffici di organi umani e di droga, campi d'addestramento per la jihad islamica, che dal Kosovo ha ricevuto diversi foreign fighters, mentre altri rifugiati in Europa si dedicavano allo spaccio di droga ed allo sfruttamento della prostituzione.


 


lunedì 23 marzo 2026

A MAURIZIO BOCCACCI

 

" Oggi non è una ricorrenza.

Oggi è una ferita che si riapre.


Maurizio Boccacci lo hanno raccontato in mille modi, quasi sempre sbagliati.

Hanno provato a ridurlo a una parola, a un’etichetta, a una sentenza.

Ma certe vite non si possono rinchiudere in una riga di giornale.


Io no. Io lo ricordo per quello che era davvero.

Un uomo che non ha mai chinato la testa.

Uno che non si è mai venduto.

Uno di quelli che non cercano scorciatoie, che pagano il prezzo delle proprie scelte senza chiedere sconti.

Uno che ha scelto la strada più dura, pagando ogni passo fino in fondo.


In un’epoca di compromessi,

 lui è rimasto fedele a se stesso.

In un tempo di maschere,

 lui è stato volto scoperto.

In un mondo di comode bugie,

 lui era verità nuda.

E la verità, si sa, fa paura.

Non era facile, non era comodo,

 non era per tutti.

Ma era reale. Ed è questo che resta.

Oggi non celebro un’immagine.

Oggi ricordo un uomo che ha lasciato un segno, dentro chi ha saputo guardare oltre il rumore.

Perché alla fine resta solo questo:

non quello che dicono di te…

ma quello che sei stato davvero.


E chi ha vissuto senza piegarsi,

non muore mai davvero.

CIAO MAURIZIO "

Roberto Borra

Piacenza, 2005/06

 


Ultras Treviso 1989 in trasferta fine anni '90

 


Vicentini a Livorno: ciao bastardi scritto in cirillico, 2003/04

 


Germania - Italia

 


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