domenica 3 maggio 2026

ONORE E GLORIA A MARILENA GRILL

 

ONORE E GLORIA A MARILENA GRILL

E A TUTTE LE AUSILIARIE 

INFAMEMENTE UCCISE 

NELLE "radiose giornale" 

Torino, 2 maggio 1945

I partigiani della divisione “Giustizia e Libertà” proteggono l’incolumità dei componenti della famiglia Agnelli e di Vittorio Valletta, amministratore delegato Fiat.

In qualche casa della grande città, a casa di un israelita, si nasconde Giorgio Almirante, giornalista, capo dell’ufficio stampa del ministro della Cultura Popolare Fernando Mezzasoma, fucilato a Dongo da un plotone di esecuzione partigiano.

A casa, insieme ai genitori, è anche Marilena Grill, ausiliaria della Repubblica Sociale Italiana. Non si nasconde Marilena, non fugge, attende di conoscere il suo destino, all’interno della sua casa il cui indirizzo tutti conoscono.

I partigiani vengono a prenderla perché Marilena è fascista, deve morire. Ha sedici anni Marilena, nel viso bello ed innocente non compare la paura. Ai suoi carnefici chiede solo di poter indossare la sua divisa di ausiliaria, perché in divisa la sedicenne Marilena vuole morire. Le concedono di indossarla la divisa, i suoi carnefici, e la portano via per ucciderla poco dopo con un colpo di pistola in testa. Muore così, in divisa, la sedicenne Marilena Grill.

Un fiore reciso che l’acqua del Po si porta via insieme alla sua adolescenza, ai suoi sogni, ai suoi ideali, all’Italia nella quale aveva creduto fino a donarle la sua giovanissima esistenza. Un fiore reciso, come tanti altri, nei giorni del sangue e della viltà, destinato all’oblio che i vincitori riservano ai vinti.

E invece, no!

Hanno sbagliato ancora, i vincitori. La storia ha relegato nell’oblio e nell’oscurità i suoi carnefici, non lei. Marilena ancora vive.

Vive nel nostro ricordo, insieme a tutti gli altri caduti come lei sul campo dell’onore, con la sua adolescenza, il suo viso bello ed innocente, la sua dignità ed il suo coraggio, i suoi sogni ed i suoi ideali.

Perché è da Marilena che riprendiamo a scrivere la nostra storia. E’ con Marilena che continuiamo la sua e la nostra battaglia.

E’ da questa sedicenne che, dopo decenni di menzogne e di oscurità, riprende la battaglia contro il capitalismo e la borghesia oggi trionfanti.

E con Marilena, che volle morire in divisa, che rialziamo la bandiera dell’anticapitalismo che fu del fascismo, di quel fascismo sognato dalla camerata di sedici anni, così lontano da quel neofascismo che il coniglio Almirante, mai processato dagli antifascisti, mai ricercato dai partigiani, si vanterà di aver fondato, dopo esser uscito dalla ebraica tana nella quale si era rifugiato.

Nei campi della storia i fiori sbocciano per non appassire mai, Marilena, per questa ragione sei ancora con noi, a vivere e combattere con noi.

Opera, 25 aprile 2007

ULTRAS TRIESTE

 


Grobari, Partizan Belgrado

 


Atletico Madrid - Arsenal, 2025/26

 






"LA TERRA TREMERÀ QUANDO USCIREMO DI SCENA"



 Ai Leoni morti in difesa dell'Europa

"Tra il silenzio spettrale, rotto solo dai colpi di artiglieria, le prime avanguardie dell’Armata Rossa sono ormai a meno di 800 metri dalla Zitadelle, il complesso fortificato intorno alla Cancelleria. Increduli sentono, in lontananza, un cupo canto di guerra, una specie di nenia…in francese. Gli uomini di Zhukov ancora non sanno che ad attenderli, a difesa del bunker, ci sono gli ultimi trecento sopravvissuti della Divisione SS Charlemagne.Trecento francesi, una legione di morti la cui folle volontà di resistere è cementata dalla certezza che soprattutto a loro sarà negata ogni speranza di misericordia. Poche centinaia, male armati, con la bandiera francese cucita sull’uniforme delle SS e sulle labbra Le chant du diable, Il canto del diavolo, l’inno della Charlemagne. I russi non li dimenticheranno mai più."



LA MAFIA SINDACALE, DA SEMPRE CONTRO I LAVORATORI

 


Torino - Piacenza, 1998/99

 


Lucchese - Padova, anni '90

 


ONORE E GLORIA A MARILENA GRILL

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