domenica 30 novembre 2025

«Non abbiamo bisogno di programmi, ma di uomini nuovi»

 

"Percorri soltanto le vie indicate dall’Onore. 

Lotta e non essere mai vile. 

Lascia agli altri le vie dell’infamia: Piuttosto che vincere per mezzo di un’infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell’Onore"


 Corneliu Zelea Codreanu

30 novembre 1938

mercoledì 26 novembre 2025

SABATO 29 NOVEMBRE ORE 18:30 - GORIZIA


Sabato 29 novembre 18:30

“Nessuna Resa!” – primo reportage italiano sulla comunità protestante e lealista – passa in rassegna i fatti di cronaca, i fermenti politici e le sottoculture che hanno attraversato l’Ulster degli ultimi decenni: dall’azione delle formazioni paramilitari al controverso ruolo di Londra, passando per la vita quotidiana dei sobborghi, per le battaglie ideali delle due parti e per le troppe ferite ancora aperte.
Uno studio approfondito, frutto di una passione bruciante, con gli scatti inediti del fotografo che si mescolano alle testimonianze raccolte in loco: un viaggio che inizia con i “troubles”, attraversa gli accordi di pace e giunge agli scenari inaugurati dalla Brexit, dove le ombre del passato sembrano riattizzare un fuoco mai spento. Attentati dinamitardi ed esecuzioni mirate, arresti di massa e internamenti senza processo, scontri di piazza e ghetti in rivolta, tensioni religiose e disastri sociali, torture legalizzate e scioperi della fame, settarismo diffuso e mobilitazioni popolari: quello dell’Irlanda del Nord, teatro di un conflitto feroce e mai del tutto sopito, è un contesto nel quale si alternano rabbia e amore, tragedia e conquista, tirannia e libertà.
Ne parleremo con l’autore, Fabio Bellani

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Settembre Bianconero Ascoli in trasferta, 2004/05

 


Roma

 


martedì 25 novembre 2025

“Quel che si fa per Amore..."


 “Quel che si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male.”

 ( Friedrich Nietzsche )

mercoledì 19 novembre 2025

Da un anno un' Aquila VOLA ALTA nel Cielo !


 

CARA URSULA, CI MANCHERAI QUI SULLA TERRA !


 Ora è con Dio 

e con tutto ciò che è buono e amorevole nella Creazione.

 E i bugiardi rimarranno nell'inferno che hanno creato.

Dio ti benedica Ursula Haverbeck!

Che tu possa viaggiare rapidamente e gioiosamente

 tra le braccia dell'amore!

Ci mancherai qui sulla Terra!


Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads - Comunicato stampa



Lonigo 21/11/2024

Ha lasciato ieri la sua vita terrena nel suo letto la signora Ursula Haverback. Aveva da poco compiuto 96 anni.

Tornata in galera alla veneranda età di 93 anni per reati di opinione dopo aver scontato circa due anni e mezzo in carcere, vedendosi respinti i ricorsi dal tribunale regionale di Berlino perché secondo il giudice l’imputata non mostrava segni di cambiamenti di opinione durante le udienze.

Frau Haverback è morta “in azione”, mentre il tribunale di Amburgo per le medesime accuse, stava valutando la sua prossima incarcerazione.

Ci interroghiamo se non strida fortemente con il concetto di libertà imporre per legge qualsivoglia verità storica senza varianti di sorta, punendo con misure draconiane quali anni di carcere una signora ultra novantenne che fino all’ultimo ha difeso la propria integrità morale e intellettuale contro i propri carcerieri, rivendicando la libertà di ricerca e di espressione, nonché l’onore del proprio popolo.

Scomodamente

Il portavoce

Feyenoord Rotterdam

 


Mods Bologna

 


Verona - Roma, 1991/92

 


lunedì 17 novembre 2025

Padovani a Bologna, 1984/85



Brigate Gialloblù in trasferta a Udine, anni '80

 


Bergamo, 15 gennaio 1978 : Atalanta - Torino

 

 Un'immagine dei violenti scontri avvenuti nel corso della partita Atalanta - Torino. L'uomo con il cappello, sulla sinistra, sta per estrarre una chiave inglese 

Di seguito riportiamo la cronaca dell'evento a cura di Beppe Bracco, per il quotidiano La Stampa (16/01/1978):

«Bergamo, 15 gennaio. Quanto è successo sulle gradinate dello stadio di Bergamo, prima che la partita Atalanta-Torino finisse sullo zero a zero, è qualcosa di veramente molto grave. Non è più il caso di parlare genericamente di fatti estranei allo sport, di cose che non infirmano la bellezza del gioco del calcio, bensì è il momento di dire che si è superato il limite delle intemperanze per sboccare irrimediabilmente nel campo dell'incoscienza e della criminalità. E fuori dallo stadio si è poi accesa un'autentica battaglia fra i tifosi delle due parti e le forze dell'ordine, a conclusione di una giornata drammatica che ha visto la Juventus "campione d'inverno" con una settimana di anticipo (ha 3 punti di vantaggio) battendo la Roma per 2-0. 

Sulle gradinate sono stati sparati innumerevoli razzi ad altezza d'uomo e da distanza ravvicinata, tanto che sembra quasi impossibile che questa gazzarra di vaste proporzioni non abbia avuto ben più gravi conseguenze. Infatti, mentre sugli spalti si aprivano come d'incanto improvvisi spazi vuoti (gli spettatori estranei a questo tipo di intemperanze cercavano in tutti i modi dì raggiungere le uscite) i razzi scoppiavano dopo una vivida traiettoria. Poteva succedere qualsiasi cosa: cerchiamo di immaginare l'esplosione di uno di questi ordigni sul viso o sul petto di un malcapitato e tiriamo le somme. Soltanto la sorte ha evitato il peggio e la battaglia si è tenuta nei limiti di una rissa fra individui che sembravano "reduci" da una guerra ben più importante. 

I carabinieri hanno sequestrato bottiglie molotov, catene ed anche una pistola (qualcuno dice che non si tratta di un lancia-razzi ma di un'autentica pistola di grosso calibro, ma la cosa non è facilmente controllabile) ed anche tubi e spranghe di ferro. Un ragazzo di 15 anni è stato colpito alla testa e sanguinava abbondantemente, mentre lo trasportavano all'interno degli spogliatoi. 

Dice il padre, molto scosso, un medico: "Ho voluto accompagnare i miei figli alla partita soprattutto perché temevo queste cose. La gazzarra, è cominciata venti metri da noi e siamo stati coinvolti, noi che assistevamo tranquillamente alla partita: una cosa è certa, allo stadio non ci verremo mai più!"

Il ragazzo è stato poi medicato e le sue condizioni non sono gravi. Un vigile urbano, Sebastiani, il quale ha fermato due tifosi sequestrando loro la bottiglia molotov, si è fratturato una mano. Gli incidenti sono cominciati nella mattinata, quando sono giunti da Torino i primi treni di tifosi, ci sono stati scontri per le strade della città e due giovani sono stati ricoverati all'ospedale: Fabriizio Bazzana, 21 anni, di Bergamo, e Flavio Petti, 21 anni, di Adrana di San Rocco in provincia di Bergamo. Sono stati giudicati guaribili in dieci giorni. Dopo la partita; l'elenco delle persone colpite si allunga di parecchio: Battista Vavassori, 40 anni. Michele Pagari, 30 anni, entrambi bergamaschi: Antonella Minchiante, 19 anni, Antonio Tornasela, Walter Bertinetti,  Serena Rosso Damiano, tutti torinesi (contusioni guaribili in pochi giorni). 

Uno scoppio di violenza che non trova spiegazioni. Il fatto che i carabinieri abbiano sequestrato numerose armi improprie non lascia adito a dubbi: chi va allo stadio con simili aggeggi non intende certo assistere in tutta tranquillità ad uno spettacolo calcistico, ma vuole approfittare di qualsiasi occasione per scatenare la violenza. Una violenza, ripetiamo, che soltanto per un caso fortuito non ha avuto ben più gravi conseguenze. Il pullman con i giocatori del Torino ha lasciato lo stadio sotto la scorta delle auto della forza pubblica. Non si sono avuti incidenti perché la guerriglia si era andata manmano calmando. E' sopravvenuto anche un acquazzone, e la pioggia, che cadeva molto forte, ha fatto sì che i malintenzionati si ritirassero. Ultima nota della giornata: due dei pullman che dovevano riportare a Torino i sostenitori granata sono stati gravemente danneggiati ed hanno dovuto affrontare il viaggio di ritorno in condizioni precarie».

 ( Dalla pagina Facebook spazio 70 ) 


Sandrino Mazzola, la Fedeltà

 

"Un giorno un giovanissimo e non ancora affermato Sandrino Mazzola (nella foto con il padre), figlio del grande Valentino Mazzola, capitano del Leggendario “Grande Torino” (ricorderete che l’intera squadra perì nello schianto di Superga di ritorno da un’amichevole in Portogallo), torna a casa dagli allenamenti, siede a tavola ma non tocca il piatto.

Allora la madre gli domanda: “Sandrino, cosa c'è che non va?”  Sandro non risponde ma la mamma insiste e dopo un po’ il ragazzo sputa il rospo: “Mamma, la Juventus vuole comprarmi. Hanno fatto un’offerta ma non so se accettare”.  Risposta della mamma: “Sandro, non se ne parla neppure. Tuo padre si rivolterebbe nella tomba” (per via della rivalità tra Juventus e Torino). Fine della discussione. Solo per dire come una volta la vita delle persone si reggeva su dei valori, valori che talvolta possono anche essere discutibili e opinabili ma che sono indispensabili per un progetto comune di società".

dal web

SIAMO SOLO NOI ...


UN TRISTE PRIMATO 

Vicenza, 1997/98

 


Roma - Atalanta, 1985/86

 


lunedì 10 novembre 2025

GABRIELE, UNO DI NOI


 "No non lasciargli a quei volti, 
a quegli occhi in divisa

il tuo punto di non ritorno"


Facciamo anche nostre queste parole trovate in rete
"GABRIELE SANDRI - LA NOSTRA GENTE SAI, NON PERDONERÀ MAI
Sono passati 18 anni da quel maledetto 11 novembre 2007 quando Gabriele Sandri, un cittadino italiano, è stato assassinato all’interno della propria auto in un autogrill da un colpo di pistola esploso da un tutore della legge improvvisatosi Rambo per un giorno, che da distanza ha mirato, ha sparato, ha ucciso.
 Tutto ciò per sedare una presunta scaramuccia già terminata. 
E mentre l’autore dell’omicidio ha conosciuto la mitezza di una legge COMPLICE, questo ragazzo
 ha conosciuto l’oblio.
 Si, perché Gabriele era un Ultras: quelli antipatici al sistema, quelli che i giornali mostrificano sempre, quelli che la legge punisce in maniera estremamente dura ancora prima di un processo, quelli che hanno deciso che no, nella vita non seguiranno la borghese routine che il sistema ha preparato per loro. 
Dunque nessuna aula in parlamento per lui, nessun libro, nessun film, nessuna sorella opinionista, nessuna carriera politica sulla sua pelle, nessun benpensante con le lacrime agli occhi (tutto questo anche grazie alla dignità della famiglia). 

Lo ricordiamo noi, e non perdoniamo."
GABRIELE VIVE.

COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di diffusione

COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di diffusione Sabato 21 febbraio, -a Trieste - alle ore 18.00 presso  la Casa del Combattente di via...