- E indubbio che l'evento di Lione si colloca in un azione sistematica e premeditata ormai da tempo, in una strategia complessiva di provocazione e conflitto orientata e continua, sistematica negli atti, negli episodi, nei piccoli e grandi eventi; sempre sorretta dalla narrazione del globalismo che oggi più che mai utilizza "il dogma antifascista" per non arretrare, per non scomparire, per non essere superato ed investito dalle vere dinamiche sociali e politiche in atto, quelle che si stanno tragicamente proponendo a dispetto loro e della loro dialettica materialista ...
- Credere, che questi scappati di casa, vigliaccucci ( pronipoti di nonni e padri altrettanto vigliacchi), che hanno ieri fatto l'ennesima giovane vittima, siano i figli diretti del vetero-comunismo sovietico, o della sinistra radicale anni '70 o peggio ancora di eventuali frange islamo/integraliste assoldate, sarebbe il più grave errore tattico in cui incorrere; un tranello di posizionamento, linguaggio ed immaginario da cui l'area identitaria tutta dovrebbe da subito rifuggire ...
- Questo non è l'antifascismo dei Togliatti, dei Berlinguer, dei Mitterand, dei De Gasperi, non è l'antifascismo dei soviet, non è l'antifascismo delle Brigate Rosse nè quello delle milizie armate della sinistra radicale degli anni '70, eterodirette dalla scuola di lingue Hyperion di Parigi (la camera di compensazione trilaterista ) ..
- Questo è l'antifascismo evoluto della Scuola filosofica di Francoforte ( storicamente anarco-ebrei -esistenzialisti-tedeschi) , figli Eletti e Prediletti di questa preziosa post-modernità, nativi digitali della società aperta, che hanno come loro mentore il filosofo Karl Popper, vero genoma dell' antica tesi disgregativa; ma sostenuti dalla nuova-forma-capitale (marxisti si, ma del terzo millennio ... che un operaio non l'hanno mai visto neanche nei giornalini a fumetti).
- Quindi stiamo parlando di sinistre lavate in ammorbidente con Vernel ma non per questo meno velenose, aggressive, determinate .
Questo è una forma di antifascismo che combatte in maniera aprioristica e cieca contro ogni forma di radicamento, identità, tessuto sociale, tradizione valoriale, cultura profonda, legami e lo fa indipendentemente dal contesto storico e geografico in cui si pone.
... Gli Andrea Scanzi, i Paolo Berizzi i salottisti Youtube e da poltrone teatrali, I Bonelli ed i Fratoianni, gli apostoli del giustizialismo pentastellato ne sono i nuovi portavoce ma loro non rischieranno mai nulla in una eventuale guerra fratricida tra giovani di opposte tendenze.
- Rimanere ancorati ai vecchi schemi nella lettura del conflitto amico/nemico ci porterebbe in breve in un fuorigioco epocale.
Non esiste una sinistra antifascista islamocomunista. Esiste un "antifascismo" altamente borghese ed elitario, oligarchico, sostanzialmente "razzista" verso i figli delle classi disagiate assediate, delle periferie devastate dell'immigrazione coatta, un antifascismo oggi impegnato a spargere odio e discriminazione ma solo per contenere la perdita di egemonia, di visibilità, e di arroganza di fronte al loro mondo morente : " il mondo sognato perfetto ed utopico" della post-modernità, immaginato dalla Scuola filosofica di Francoforte; e che si avvia, per sopravvenuta entropia verso il caos generalizzato.
- Rimanere saldi ed ancorati ad una visione del mondo chiara, trasparente, attenta , fedele ai valori, all'umano, significa non cadere nel "tranello" di posizionamento e di linguaggio declinato dai figli di questa sbornia post-marxista occidentale, una deriva neocapitalista new global in crisi, con cui ci stiamo giornalmente confrontando.
Onore a Quentin
ed alle giovani avanguardie
della Tradizione!
F. Mancinelli

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