giovedì 19 febbraio 2026

COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di diffusione


COMUNICATO STAMPA
con cortese richiesta di diffusione

Sabato 21 febbraio, -a Trieste - alle ore 18.00 presso 
la Casa del Combattente di via XXIV maggio 4
 ( nei pressi di piazza Oberdan) 
si terrà la presentazione del libro della casa editrice 
Passaggio al bosco 
" Le Brigate Nere "
 interverrà l'autore Dario Simonetti che sarà introdotto da Claudio Scarpa, storico militante di AN. 
L'iniziativa,
 -a cura dell'associazione Cogito Ergo Sum
 in sinergia con Nessuno Resti Indietro- 
sarà dedicata
 a Quentin Deranque il giovane militante 23enne 
assassinato a Lione dagli antifascisti,
 in quello che è stato un linciaggio: 
questo per essersi messo in difesa di alcune ragazze che contestavano pacificamente un'iniziativa degli antifascisti stessi. 
L'addetto stampa Piero Malossi




 

20 Febbraio 1944 - Leon Degrelle Cavaliere della Croce di Ferro


                       20 Febbraio 1944, Leon Degrelle

Per le sue gesta nello scontro infernale di Tcherkassy

 (17 corpo a corpo vinti riportando tre ferite)

 Léon Degrelle

 è insignito del titolo di

 Cavaliere della Croce di Ferro

FABIO VALENCIC , 2015-2026 - IN MEMORIAM

 


20 febbraio 1909, "la nostra sfida alle stelle"



"Ritti sulla cima del mondo lanciamo una volta ancora la nostra sfida alle stelle"

20 febbraio 1909 nascita del Futurismo

mercoledì 18 febbraio 2026

"Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa..." oggi come allora, 1975


"Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa, dall'odio di chi invidia la nostra gioventù,

di chi uno straccio rosso ha usato per bandiera, perché non ha il coraggio di servirne una vera.
La gioventù d'Europa stasera piangerà
chi muore in primavera per la sua Fedeltà"

Milan - Padova, 1994/95

 


Bologna - Padova, 1984/85

 


Brigate Gialloblù a Como, 1988/89

 


Ultras Trieste, anni '90 - 2 foto

 






Ultras Trieste, anni '80 - RASSEGNA FOTO - 12

 











































Ultras Trieste, anni '70

 


Triestina - Cavese, 1983/84 - STEFANO PRESENTE

 


 Dopo la morte di Stefano Furlan, avvenuta il primo di marzo.        Era stato colpito a morte da allievi di polizia messi in servizio al termine del derby di Coppa Italia Triestina - Udinese, l'8 febbraio: senza nessun motivo, stava andando a prendere la sua auto e non stava commettendo nessun atto di violenza.

Pro Patria

 


Massese, 1990/91

 


Ultras Trieste a Treviso, 1982/83

 


Pisa - Lazio, anni '80

 


Roma - Vicenza, anni '90

 


martedì 17 febbraio 2026

Bresciani a Napoli, 2000/01

 


Varese

 


Lens - Udinese, 2005/06

 


Comaschi a Bergamo

 


Piacenza, anni '90

 


Il treno 'della vergogna' una testimonianza di Lino Vivoda - Bologna 1947

 


Era una fredda domenica quella del 16 febbraio, quando da Pola s'imbarcò con i sacchi, le pentole, le ultime lenzuola e un piccolo tricolore il quarto convoglio marittimo di esuli. Qualcuno aveva voluto portare con sé le ossa dei morti. Tutti avevano gli occhi rivolti alla città che sempre più rimpiccioliva. "Era come voler trattenere dentro l'incomparabile visione della nostra cittadina. Nessuno poteva immaginare quello che ci attendeva in madrepatria".

A ricordarlo è uno di quei profughi, Lino Vivoda, allora quindicenne, che s'era imbarcato con i genitori sul piroscafo "Toscana". Una delle tante storie di addio a una terra amata e cancellata per sempre vissuta da chi, a guerra finita, scelse l'esilio per continuare a sentirsi italiano. "Ad Ancona l'impatto fu tremendo. C'era un cordone dell'esercito a proteggerci e tanta gente che scendeva dalla parte alta della città. Noi, dal ponte della nave, agitavamo le mani in segno di saluto, con le bandiere al collo, anche perché faceva freddo, nevicava. E loro rispondevano col pugno chiuso". Possibile che nessuno la pensasse diversamente. che non sentisse fratelli quei "veneti di la de mar"? Uno episodio, toccante ci fu. "Da quella folla vennero fuori in tre, due con la fisarmonica, e cominciarono a cantare vecchie canzoni istriane. Erano esuli pure loro. Una scena commovente che un po' ci rincuorò. Anche chi ci insultava per un po' smise.

Da lì partimmo con un lungo treno di vagoni merci la sera di lunedì 17 febbraio, sdraiati sulla paglia, attraverso l'Italia semisepolta dalla neve. Dopo innumerevoli soste in stazioncine secondarie arrivammo a Bologna. Era martedì, poco dopo mezzogiorno. La Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana avevano preparato un pasto caldo, atteso soprattutto dai bambini e dai più anziani". Ma dai microfoni "rossi" una voce gridò: "Se i profughi si fermano, lo sciopero bloccherà la stazione". Poco prima il convoglio, che i ferrovieri chiamavano il "treno dei fascisti", era stato preso a sassate da un gruppo di giovanissimi che sventolavano le bandiere con la falce e il martello. Ci fu perfino chi, per eccesso di zelo, versò sui binari il latte destinato ai bambini già in grave stato di disidratazione.

Il treno scomparve nella nebbia con il suo carico di delusione e di fame: la meta finale sarebbe stata una caserma di La Spezia. I pasti della Poa nel frattempo vennero trasportati a Parma con automezzi dell'esercito e distribuiti dalle crocerossine. "Vi giungemmo a tarda sera, la gente potè rifocillarsi dopo 24 ore di viaggio. C'erano tanti poveri tra noi, ma per i comunisti i poveri non avevano neanche il diritto di essere poveri". A inquadrare la drammatica vicenda del "treno della vergogna" in un contesto storico più ampio è Guido Rumici, goriziano, ricercatore di Storia ed economia regionale, autore di "Infoibati", "Fratelli d'Istria" e "Istria cinquant'anni dopo il grande esodo" per i tipi di Mursia. "Si trattò di un episodio nel quale la solidarietà nazionale venne meno per l'ignoranza dei veri motivi che avevano causato l'esodo di un intero popolo. Partirono  tutte le classi sociali, dagli operai ai contadini, dai commercianti agli artigiani, dagli impiegati ai dirigenti. Un'intera popolazione lasciò le proprie case e i propri paesi, indipendentemente dal ceto e dalla colorazione politica dei singoli, per questo dico che è del tutto sbagliata e fuori luogo l'accusa indiscriminata fatta agli esuli di essere fuggiti dall'Istria e da Fiume perché troppo coinvolti con il fascismo.

C'era chi istigava all'odio anche dalle colonne dei giornali. "Tommaso Giglio che allora scriveva per l'edizione milanese dell'Unità e che poi diresse l'Espresso, in quei giorni firmò tre articoli . In uno titolò "Chissà dove finirà il treno dei fascisti?"". Bruno Saggini, fiumano, residente a Bologna, unica città italiana in cui, fino a pochi anni fa, non esisteva una sola via dedicata all'Istria e alla tragedia dell'esodo, sottolinea la forte valenza ideologica di episodi come quello dei treno. "Gli attivisti di sinistra non capivano che gli italiani abbandonavano in massa le loro terre d'Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla snazionalizzante dittatura slavocomunista. Chi aveva fatto questa scelta doveva per forza essere etichettato come fascista"....(Tratto da "Foibe-Martiri dimenticati).

Lucchese, 1989/90

 


Prato

 


UTV 1989 in trasferta

 


Indians Juventus, 1982/83

 


Juventus - Milan, 1987/88

 


Monza, 1979/80

 


Ultras Trieste a Udine, 1990/91


Ultras Trieste all'uscita dalla stazione all'arrivo a Udine, 1987/88

 


lunedì 16 febbraio 2026

21 FEBBRAIO, TRIESTE ORE 18:00 -- CHI NON VIENE E'UN MODERATO !


 CHI NON VIENE E' UN MODERATO !

"Nel vortice delle difficoltà, ad un passo dal burrone, i militanti del partito dovevano fare la Storia; la responsabilità era caduta su di loro. Verrà completamente raccolta, con lucidità e fermezza, dai militi delle Brigate Nere"
Sabato 21 febbraio alle 18 a Trieste alla Casa del Combattente in piazza Oberdan e con la straordinaria partecipazione di Claudio Scarpon, si parlerà di emozioni sincere
Mollate il centro commerciale, portate il coniuge, gli amici, i sostenitori, i patrioti, mollate soprattutto il divano!
L'unico libro in cui si narra la storia di tutte le Brigate Nere, le Mobili e le Territoriali, le Speciali ed i Raggruppamenti Operativi ed i Reparti nei Gruppi di Combattimento
Un lavoro di sei anni di ricerche e testimonianze, non esiste un'altra opera completa su questo argomento
Una genesi di circa sei anni tra editori spaventati e timorosi che promettevano e poi sparivano, tra la censura alla coraggiosa Casa Editrice Passaggio Al Boscoe Passaggio al Bosco Edizioniche ha visto in Marco Scatarzi un uomo coraggioso che ha pubblicato la storia "politicamente scorretta" per eccellenza ed in Carlo Viale la straordinaria testimonianza nella introduzione al mio libro.
La storia che non si deve raccontare secondo verità e lealtà ma con il metodo Scurati, che sta alla verità storica come il sottoscritto ai parrucchieri
Quando leggerete un libro di storia che vi racconta di come le emozioni di quegli uomini e quelle donne li abbiano spinti a rimettersi la camicia nera quando la stragrande maggioranza degli italiani se l'era tolta, quando leggerete di come quelle stesse emozioni siano il prodotto delle nostre attuali sensibilità, quando leggerete un libro di storia che parla direttamente al vostro cuore, quando leggerete un libro di storia che non sia un esercizio di retorica tra accademici che se la raccontano solo tra di loro perchè hanno completamente disatteso la funzione sociale della "Storia", quando leggerete che i vari Barbero, Pupo, Scurati e SU FACEBOOK compagnia cantante racconteranno TUTTA la verità, ecco, per favore, avvisatemi
Ma io scrivo solo di storie scomode...
Erano italiani
Camerati italiani
E chi non viene è un moderato

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Vicenza - Roma, 1996/97

 


Lazio

 


Ultras padovani a Cremona, 1990/91

 


Lazio - Bayern, 2024



Roma - Inter, 1988/89

 


COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di diffusione

COMUNICATO STAMPA con cortese richiesta di diffusione Sabato 21 febbraio, -a Trieste - alle ore 18.00 presso  la Casa del Combattente di via...