domenica 8 febbraio 2026

8 FEBBRAIO 1984 -2026: in Ricordo di STEFANO FURLAN, UCCISO DAI SERVI DELLO STATO - 8 FOTO -


 Ultras Trieste, derby contro l'Udinese di Coppa Italia, mercoledì 8 febbraio 1983/84

Al termine della partita il tifoso della Triestina Stefano Furlan, un ragazzo che frequentava la curva nord degli UTS sarà ripetutamente colpito, la testa sbattuta sul muro dello stadio, e quindi portato in questura, nel corso di inutili "cariche di alleggerimento" delle forze dell'ordine in assenza totale di incidenti. 
Il giorno dopo si sente male, la madre lo porta in ospedale dove entra in coma. Morirà il primo di marzo del 1984 senza mai aver ripreso conoscenza. 
All'epoca dei fatti giornalisti e pennivendoli cercarono dapprima di nascondere quel che accadde, per poi invece cercare di depistare con invenzioni di fantomatici incidenti tra tifosi, e cercare di far ricadere le responsabilità sull'estrema destra. Facilitati anche dal fatto che all'epoca i sistemi di comunicazione erano ben diversi da oggi: all'epoca a Trieste c'erano un quotidiano, una televisione locale e la redazione Rai non riuscirono comunque nei loro intenti, grazie innanzitutto alla caparbietà della mamma di Stefano. 
Erano allievi di polizia quelli che avevano preso Stefano Furlan, solo uno di questi sarà processato e condannato ad una risibile pena per poi continuare la sua carriera. 
Una cosa comunque è emersa: la verità! 

Stefano Furlan è stato ucciso dai servi dello stato: ancora oggi ad ogni partita della Triestina viene lanciato sempre questo slogan dagli ultras alabardati e la cosiddetta " giustizia sportiva " puntualmente multa, in maniera beffarda, falsa e meschina la società sportiva alabardata perché i suoi tifosi rivendicano la
 verità.  


























venerdì 6 febbraio 2026

NESSUNA "MEMORIA CONDIVISA" !!!

                

Nessuna memoria condivisa

 con chi inneggia all'infamia 

e ai boia comunisti occupatori della Nostra Terra





... PERCHÉ NON SI PUÒ MORIRE A VENT' ANNI ...

 


Ultras Trieste, derby contro l'Udinese di Coppa Italia, mercoledì 8 febbraio 1983/84

Al termine della partita il tifoso della Triestina Stefano Furlan, un ragazzo che frequentava la curva nord degli UTS sarà ripetutamente colpito, la testa sbattuta sul muro dello stadio, e quindi portato in questura, nel corso di inutili "cariche di alleggerimento" delle forze dell'ordine in assenza totale di incidenti. 
Il giorno dopo si sente male, la madre lo porta in ospedale dove entra in coma. Morirà il primo di marzo del 1984 senza mai aver ripreso conoscenza. 
All'epoca dei fatti giornalisti e pennivendoli cercarono dapprima di nascondere quel che accadde, per poi invece cercare di depistare con invenzioni di fantomatici incidenti tra tifosi, e cercare di far ricadere le responsabilità sull'estrema destra. Facilitati anche dal fatto che all'epoca i sistemi di comunicazione erano ben diversi da oggi: all'epoca a Trieste c'erano un quotidiano, una televisione locale e la redazione Rai non riuscirono comunque nei loro intenti, grazie innanzitutto alla caparbietà della mamma di Stefano. 
Erano allievi di polizia quelli che avevano preso Stefano Furlan, solo uno di questi sarà processato e condannato ad una risibile pena per poi continuare la sua carriera. 
Una cosa comunque è emersa: la verità! 

Stefano Furlan è stato ucciso dai servi dello stato: ancora oggi ad ogni partita della Triestina viene lanciato sempre questo slogan dagli ultras alabardati e la cosiddetta " giustizia sportiva " puntualmente multa, in maniera beffarda, falsa e meschina la società sportiva alabardata perché i suoi tifosi rivendicano la
 VERITÀ .  












GRAZIE A TUTTI... SCAPPATI DI CASA COMPRESI

 


Arancia Meccanica Juventus

 


Reggiana - Verona, 1990/91

 


Padova Roma, 1994/95

 


Falange Cavese in trasferta, 1983/84

 


6 FEBBRAIO 1945 : HANNO UCCISO IL POETA -"IL MIO PAESE MI FA MALE" -

 

Robert Brasillach, condannato, dai vincitori, alla pena di morte per "crimini intellettuali" in Francia il 6 febbraio 1945

Presidente del tribunale: «La Corte condanna Brasillach Robert alla pena di morte; ne ordina la fucilazione»

Una voce dal pubblico: «È una vergogna!»

Brasillach Robert: «È un onore…!»


 " Il mio Paese mi fa male per le sue vie affollate, per i suoi ragazzi gettati sotto gli artigli delle aquile insanguinate, per i suoi soldati combattenti in vane sconfitte e per il cielo di giugno sotto il sole bruciante. 

Il mio Paese mi fa male in questi empi anni, per i giuramenti non mantenuti, per il suo abbandono e per il destino, e per il grave fardello che grava i suoi passi. 

Il mio Paese mi fa male per i suoi doppi giochi, per l'oceano aperto ai neri vascelli carichi, per i suoi marinai morti per placare gli dei, per i suoi legnami troncati da una forbice troppo lieve.

Il mio Paese mi fa male per tutti i suoi esilii,

per le sue prigioni troppo piene, per i suoi giovani morti,

per i suoi prigionieri ammassati dietro il filo spinato,

e tutti quelli che sono lontani e dispersi.

Il mio Paese mi fa male con le sue città in fiamme,

male contro i nemici e male con gli alleati,

il mio Paese mi fa male con tutta la sua giovinezza

sotto bandiere straniere, gettata ai quattro venti,

perdendo il suo giovane sangue in rispetto al giuramento

tradito di coloro che lo avevano fatto.

Il mio Paese mi fa male con le sue fosse scavate,

con i suoi fucili puntati alle reni dei fratelli,

e per coloro che contano fra le dita spregevoli,

il prezzo dei rinnegati piuttosto che una più equa ricompensa.

Il mio Paese mi fa male per la sua falsità da schiavi,

con i suoi carnefici di ieri e con quelli di oggi

mi fa male col sangue che scorre,

il mio Paese mi fa male. Quando riuscirà a guarire? "





8 FEBBRAIO 1984 -2026: in Ricordo di STEFANO FURLAN, UCCISO DAI SERVI DELLO STATO - 8 FOTO -

  Ultras Trieste, derby contro l'Udinese di Coppa Italia, mercoledì 8 febbraio 1983/84 Al termine della partita il tifoso della Triestin...